PSICOLOGIA

Lamberto Maioli

Chi Sono

Sono Lamberto Maioli, psicologo, psicoterapeuta junghiano in formazione presso il Centro Italiano di Psicologia Analitica di Milano.

Sono abilitato all’esercizio della professione dal 2015, anno in cui ho ottenuto l’iscrizione all’Albo degli Psicologi della Lombardia; da allora svolgo la mia attività in privato con pazienti adolescenti, giovani adulti ed adulti.

Le mie esperienze professionali e formative, come psicologo, si sono svolte nel tempo in diversi contesti che mi hanno poi portato, forse a distanza di tempo potrei dire inconsciamente, a sviluppare il mio interesse per la psicoanalisi, in particolare per quella di Jung, che molto si differenzia dal modello freudiano.

Nel 2014 ho lavorato, come psicologo in formazione, presso il Cento di Terapia della Famiglia di Parma dove ho seguito sia singoli pazienti, che famiglie.

Nello stesso periodo ho collaborato coi Servizi di Tossicodipendenza di Guastalla e Correggio dove mi sono occupato della diagnosi e della cura dei pazienti affetti da dipendenza cronica da sostanze (alcool soprattutto).

Più recentemente, dal 2015, ho svolto due anni di collaborazione, come psicoterapeuta in formazione, presso i servizi di Psichiatria di Casalmaggiore dove ho seguito pazienti adulti e collaborato con l’equipe per le diagnosi.

Ho tenuto per circa 2 anni uno sportello di ascolto psicologico presso il Comune di Castelnovo di Sotto (RE), dedicato ai genitori dei bambini che frequentavano il doposcuola, sia della Scuola Primaria che Secondaria di Primo Grado.

Nel frattempo ho maturato esperienza con gli adolescenti, sia nelle scuole che nelle Comunità di Accoglienza.Nel primo caso come sostegno alla disabilità nell’ottica dell’integrazione scolastica; nel secondo invece affrontando il disagio psicologico che la separazione forzata dal contesto famigliare comporta per i minori seguiti dai Servizi Sociali.

Al momento svolgo, tra le altre sedi, la mia attività di psicologo presso il Centro 7Vite di Viadana col quale collaboro dal 2018.


DISTURBI E PROBLEMATICHE TRATTATE

L’aiuto psicologico è rivolto a ogni manifestazione di sofferenza che comprometta lo sviluppo armonico dell’attività psichico/emozionale, verso se stessi e nelle relazioni; esso ha lo scopo di recuperare la persona alla fiducia e alla serenità.

I disturbi psicologici si presentano sotto forme quanto mai diverse tra loro. In realtà essi sono differenti modi con cui si rivela un unico problema: la difficoltà di adeguarsi ai cambiamenti che le vicende della vita producono. E’ proprio quella situazione che Dante Alighieri chiamò la Selva Oscura.

DISTURBI A FORTE BASE ANSIOSA

  • Attacchi di panico, stati angosciosi, stress.
  • Fobie, depressioni, disturbi ossessivo-compulsivi.
  • Disturbi di tipo post traumatico.
  • Disturbi del sonno, della sessualità.
  • Disturbi di personalità.

DISTURBI PSICOSOMATICI

  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità, ecc).
  • Ogni forma di dipendenza (alcol, fumo,  droghe, gioco, ecc.).

DISTURBI DELLA SFERA AFFETTIVA

  • Difficoltà nei rapporti sociali e di lavoro (mobbing, ecc.)
  • Nelle relazioni affettive.
  • Nei problemi di autostima.
  • Nei disagi giovanili.

LUTTI

  • Perdita di persone care.
  • Disorientamento dopo una grave malattia.
  • Elaborazione del lutto per i dolorosi cambiamenti imposti da separazione/divorzio.
  • Come mantenere o recuperare una buona relazione con i figli, specie nel caso di grandi difficoltà dell’uomo che ha dovuto lasciare casa e figli (padre separato).

DIFFICOLTÀ FAMILIARI NEL RAPPORTO CON I FIGLI

  • Disturbi dell’infanzia e prima adolescenza.
  • Difficoltà insorgenti nel caso di figli adottati.

APPROCCIO AL DISTURBO

Dice C. G. Jung: “Il corvo denota la nigredo”, il punto più basso e oscuro, come la selva di Dante,….ma allo stesso tempo è “l’inizio della Grande Opera”, verso la piena realizzazione della propria personalità.

Jung intende che la crisi (la selva oscura, il corvo, quel momento depressivo che è lo stato d’animo più basso) è la porta di accesso ad un’importante trasformazione propria della seconda parte della vita che, ad un certo punto, la VITA STESSA PROPONE o addirittura IMPONE, attraverso i sintomi, ad ogni essere umano. Quella che viene definita patologia è in realtà una sollecitazione ad una maggior conoscenza di se stessi; il compito della psicanalisi è di sostenere ed accompagnare lungo questo processo.

Una tale trasformazione viene spesso assimilata a quella che subisce il baco che conduce una vita dedita tutta alla concretezza del nutrirsi e che, per diventare quella farfalla che appare lo scopo finale della sua esistenza, deve passare attraverso una forma apparentemente priva di vita, la pupa o crisalide, un momento depressivo necessario alla trasformazione.

L’immagine del corvo esemplifica la sofferenza, e i relativi sintomi,  presenti nel disturbo psichico; esso ha sempre raffigurato, nell’immaginario collettivo, qualcosa di inquietante per via del suo colore nero che richiama le tenebre dello star male e della voce gracchiante e penetrante che facilmente può creare turbamento.


Consentire la trasformazione del disturbo che la persona ha covato in sé, da malevolo in benevolo (questo processo era già conosciuto nell’antichità; 2500 anni fa i greci lo descrivevano come trasformazione delle Erinni distruttrici nelle benevole Eumenidi) è il compito che deve operare a diversi livelli lo psicologo.
Fuor di metafora, il compito dello psicologo consiste nell’aiutare la persona che soffre a liberare le energie e le capacità che già possiede ma di cui è inconsapevole perché bloccate dalla sfiducia e dallo sconforto.
La crisi, il disturbo, contengono una base sana, sono una reazione (spesso brutale) che nasce dal profondo a superare nuove prove, nuove difficoltà, che la vita propone, come esprime la citazione riportata da Jung.
I disturbi che possono affliggere la psiche si presentano in forme estremamente differenti tra loro.
Tutte hanno però in comune la sofferenza del soggetto, sofferenza che deriva dalla sensazione di non avere gli strumenti per affrontare i nuovi problemi che la vita gli sta proponendo. Egli cerca una spiegazione che definisce razionale, ma per raggiungerla usa inevitabilmente gli stessi strumenti del pensiero che l’hanno condotte alla crisi. Il disturbo psicologico disorienta perché presenta difficoltà per le quali gli strumenti mentali fin lì maturati non sono attrezzati.