Riproduzione

Maturità sessuale

Il maschio comincia a sviluppare le funzioni riproduttive verso i 3 mesi con l'aumento della produzione di testosterone. Verso i sei mesi appaiono delle spine sul pene del gatto. A quest'età può cominciare a riprodursi sovente, marca il territorio spruzzando dei piccoli getti di urina dall'odore molto marcato.

La femmina diventa pubere al suo primo estro, periodo chiamato comunemente «calore» o «fregola», che sopraggiunge in media tra i sette e dieci mesi. A partire dal primo estro, che dura da uno a cinque giorni, la gatta è in grado di riprodursi. In seguito avrà numerosi periodi di fertilità, generalmente da primavera ad autunno. È possibile che una gatta sia nuovamente fecondata due settimane dopo il parto.
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Accoppiamento

Durante l'accoppiamento, che dura tra 5 e 15 secondi, il maschio sale sulla schiena della femmina, le morde il collo e le controlla il torace agendo con le zampe sulla groppa per migliorare il controllo della postura e di conseguenza la penetrazione. Durante il coito la femmina tende a gemere e ad innervosirsi, perché le piccole spine presenti sul pene del maschio, orientate all'indietro, raschiano le pareti della vagina. Questa stimolazione della vagina è necessaria per attivare l'ovulazione. L'annidamento degli ovuli fecondati avviene uno o due giorni dopo l'accoppiamento e i gattini nati in uno stesso parto possono essere figli di padri differenti.

Quando i gatti vivono in gruppo, avviene una sincronizzazione tra l'estro delle femmine del gruppo. Questo favorisce la sincronizzazione delle nascite e permette un allevamento in comune dei giovani. L'allevamento comunitario è importante dato che in caso di scomparsa di una delle madri, i gattini orfani vengono allevati dalle altre femmine.
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Gravidanza e parto

La gravidanza dura in media 65 giorni e una cucciolata comporta in media da 4 a 5 gattini, minori nelle primipare, il cui numero è mediamente di 3 gattini; il massimo è di 8. Il ventre della gatta comincia a gonfiarsi verso le quattro settimane di gestazione. A circa 35 giorni, le mammelle della femmina ingrossano e si arrossano. A sette settimane, comincerà a cercare un posto calmo e adatto per partorire.

Circa venti minuti dopo le prime contrazioni, la gatta partorisce il suo primo gattino, poi, in generale, gli altri gattini arrivano ogni quindici minuti. I gattini vengono al mondo in una sacca, la gatta lava immediatamente i suoi cuccioli, con dei colpi di lingua, per stimolare la prima inspirazione. Poi mangia la placenta, che è molto nutritiva, e taglia il cordone ombelicale.
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L'allevamento dei gattini

Il gattino nasce cieco (con gli occhi chiusi) e sordo. Pesa da 100 a 110 grammi; quando apre gli occhi, intorno agli otto-dodici giorni, questi hanno un colore blu, fino al cambiamento definitivo verso i due mesi. Tutti i gatti nascono con delle striature "fantasma" che spariscono lentamente con la crescita del pelo.

La gatta insegna ai gattini a lavarsi ed a nutrirsi. A quattro settimane gli porta la prima preda viva, poi a cinque settimane insegna loro i rudimenti della caccia. L'emancipazione si produce tra le otto e le dodici settimane, ma la separazione dalla famiglia avviene all'età di otto settimane.
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Sterilizzazione e castrazione

Per impedire all'animale di riprodursi, si esegue un'operazione chirurgica. Per il maschio è chiamata castrazione e consiste nell'ablazione dei testicoli. Presso la femmina si chiama sterilizzazione e viene effettuata con l'ablazione delle ovaie, dell'utero o di entrambi (molti veterinari consigliano di togliere tutti e due gli organi perché anche senza ovaie l'utero può venire attaccato da varie malattie pericolosissime per la gatta).

Oltre all'arresto della riproduzione, la sterilizzazione modifica il comportamento e la psicologia dell'animale. Presso il maschio, una sterilizzazione precoce, prima della pubertà, limita il comportamento territoriale e diminuisce la tendenza a marcare con getti di urina e graffi. Nella femmina l'estro non si manifesta più. Il cambiamento ormonale può provocare un aumento del peso visto che i bisogni energetici sono diminuiti.